Materie prime

Vai ai contenuti

FAIL (the browser should render some flash content, not this).

Sostenibilità
Sostenibilità >  Materie prime

LE MATERIE PRIME


  • Impiego di risorse rinnovabili

I vari tipi di Mater-Bi® sono realizzati con materie prime sia naturali che di sintesi. Le materie prime di origine naturale cioè di origine rinnovabile provengono da risorse agricole (amido) e forestali (cellulosa).
Le materie prime di origine sintetica (principalmente polimeri di sintesi) impiegano sia sostanze di partenza di origine fossile che di origine vegetale (di provenienza da olii).
Il risultato è una vasta famiglia di materiali, di origine in parte rinnovabile e in parte fossile, progettati per essere completamente biodegradabili e compostabili. Polimeri non biodegradabili, come il Polietilene o il Polipropilene non sono impiegati come materie prime per il Mater-Bi®.
La ricerca di Novamont mira ad aumentare il contenuto di materie prime di origine rinnovabile. La progressiva sostituzione di materie prime a base di sostanze fossili (petrolio) con materie prime da fonti rinnovabili è una necessità a lungo termine per la nostra società. Il petrolio è una risorsa limitata, il cui costo è in aumento a causa dell’incremento della domanda a livello mondiale.
In questo scenario, il Mater-Bi® è il risultato di uno sforzo continuo verso l’utilizzo di nuove tecnologie e nuove filiere di fornitura industriali che si basano sull’uso di materie prime ed energia rinnovabili.
L’impiego di risorse rinnovabili è alla base del concetto di bio-raffineria. Novamont è attualmente impegnata nello sviluppo industriale di bio-raffinerie sul territorio italiano, nell’intento di integrare il comparto agricolo e industriale in un progetto comune.
Lo sviluppo di prodotti compostabili e al contempo derivati da materie prime rinnovabili può dare infatti un contributo importante allo sviluppo sostenibile, in quanto offre la possibilità di un minor impiego di energia per la loro produzione e una più ampia gamma di opzioni per la gestione dei rifiuti, con conseguente riduzione dell'impatto ambientale.
L'uso di risorse agricole genera però anche numerose critiche. Le critiche nascono da molti fattori e riguardano lo sfruttamento selvaggio e incontrollato di tali risorse, che si manifesta in vari modi, solo per citarne alcuni: la deforestazione, la monocoltura spinta, tecniche di coltivazione impattanti, l’impiego incontrollato delle risorse idriche, con conseguente depauperamento dei suoli, minaccia alla biodiversità e competizione fra produzioni alimentari e non alimentari in aree geografiche critiche.
Novamont, consapevole di queste problematiche si muove in una continua tensione al miglioramento e ad un’attenta selezione delle sue materie prime.
Per la produzione delle materie prime rinnovabili impiegate nel Mater-Bi® non vengono sfruttati terreni vergini o deforestati. Le coltivazioni industriali (di mais o piante oleaginose) impiegate nella produzione del Mater-Bi®, derivano da aziende agricole tradizionali. Al momento, la maggior parte dell'amido impiegato nella produzione di Mater-Bi® è di coltivazione italiana e di origine non geneticamente modificata.

  • Impiego di amido

Per ottenere la quantità totale di amido di mais usata da Novamont nel 2009, è stato necessario coltivare circa 627 ettari. Secondo i dati della FAO, il suolo italiano coltivato a mais è stato nel 2008 di 1.053.396 ettari, il che significa che il suolo dedicato alle esigenze produttive di Novamont è circa lo 0.06% del suolo italiano totale dedicato alla produzione di mais. A tal proposito, nel contesto del dibattito riguardante gli impieghi non alimentari delle risorse agricole tipicamente alimentari, è interessante notare che l'amido è in uso per scopi industriali da decenni e che in base ai dati disponibili quello impiegato direttamente o indirettamente nella produzione di plastiche biodegradabili è stimato attorno a 200.000 tonnellate a livello mondiale. Se questo dato è confrontato con il mercato di amido europeo che è riportato essere pari a più di 8 milioni di tonnellate si evince come solo una minima parte di quest'amido sia dedicata alla produzione di bioplastiche e si deduce anche che l’attuale richiesta di bioplastiche non è alla base della disponibilità limitata di generi alimentari o dell’aumento dei loro prezzi .

  • Gli OGM

Riguardo alle materie prime derivate da Organismi Geneticamente Modificati (OGM) è noto che esse sono percepite da alcuni consumatori come un rischio potenziale. Questo atteggiamento di cautela si indirizza in modo particolare verso gli alimenti a base di OGM. Tuttavia, anche per le plastiche biodegradabili, può nascere nei consumatori qualche riserva o preoccupazione derivante dall’utilizzo di materie prime naturali derivate da OGM.

L’opposizione all’uso di OGM nasce dalla percezione del rischio biologico creato dalla realizzazione di nuove combinazioni genomiche interspecifiche i cui effetti nella catena alimentare e nell’ambiente non possono essere totalmente previsti allo stato attuale delle conoscenze.
D’altra parte, l’impoverimento della biodiversità e il danno economico posto alle colture locali e tradizionali, sono elementi di preoccupazione da un punto di vista sociale ed economico.

La politica di NOVAMONT è di approvvigionarsi ed utilizzare esclusivamente materie prime naturali non OGM. Per pervenire a questo obiettivo, si fa ricorso alla tracciabilità delle materie prime naturali in collaborazione coi fornitori.

Il suddetto progetto di Bioraffineria nasce proprio nell’ottica di controllare completamente l’origine dei materiali e ottimizzare gli impatti ambientali della loro produzione, costruendo e tracciando la filiera che va dall’agricoltore ai polimeri Mater-Bi in modo da escludere specie coltivate OGM.




Torna all'inizio pagina