FAQ

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FAQ

Domande frequenti


Cos’è il Mater-Bi®?

Cosa significa compostabile?

Cosa significa compostaggio?

Cos’è la biodegradabilità?

In quali condizioni ambientali si degrada il Mater-Bi®?


Quanto tempo occorre al Mater-Bi® per iniziare a degradarsi se viene gettato nell’ambiente e abbandonato?

Quanto occorre al Mater-Bi® per iniziare a degradarsi nell’ambiente marino?


Il Mater-Bi® è biodegradabile in mare?


Il Mater-Bi® è home-compostable?

E’ etico usare l’amido per produrre il Mater-Bi®?

Le coltivazioni di mais per il Mater-Bi® utilizzano fertilizzanti chimici o compost naturale prodotto dai compostatori?

Quali sono i vantaggi del sacco in Mater-Bi® rispetto al sacco in polietilene?

Il Mater-Bi® può essere riciclato con plastiche non biodegradabili?

Cosa significa di origine rinnovabile invece che fossile?


Qual è il bilancio energetico del Mater-Bi®?


Nel caso di imballaggio di alimenti con il Mater-Bi®, c'è il pericolo che lo stesso sviluppi delle muffe ovvero che la biodegradazione si inneschi durante l'impiego?

Il Mater-Bi® è conforme al food contact?

Per la produzione del Mater-Bi® vengono utilizzati terreni che sono stati deforestati o terreni naturali utilizzati per colture industriali o si tratta di aziende agricole tradizionali?

Qual è la percentuale di rinnovabile contenuta nei gradi di Mater-Bi®?

Nella produzione del Mater-Bi® vengono usati amido o ingredienti da GMO?


Al momento, dove sono coltivati il mais e gli altri componenti vegetali utilizzati nella produzione del Mater-Bi®?


Quanta parte della coltivazione italiana complessiva di mais è usata da Novamont?

Cosa è il compost?

Quale è lo scopo dell’UNI EN 13432?


Quali sono i criteri di valutazione presenti nella UNI EN 13432?


Esiste una correlazione tra il contenuto di rinnovabile e la biodegradabilità di un materiale?

Quanto tempo occorre al Mater-Bi® per iniziare la degradazione in condizioni di compostaggio?

Il Mater-Bi® si degrada in discarica?

Il Mater-Bi® in magazzino viene attaccato da insetti o altri animali?

Cosa succede ai manufatti in Mater-Bi® negli impianti di digestione anaerobica?

Il Mater-Bi® contiene polietilene o altri polimeri tradizionali non biodegradabili?

Il Mater-Bi® contiene ftalati?

Il Mater-Bi® contiene gomma di lattice naturale?

Il Mater-Bi® contiene bisfenolo A?

Il Mater-Bi® è conforme alle direttive sulle restrizioni di alcune sostanze impiegate nelle apparecchiature elettriche, elettroniche e nei veicoli?

Il Mater-Bi® è conforme alla direttiva 2003/11/CE sulla restrizione dei composti aromatici bromurati (octaBDE, pentaBDE)?

Cosa è la frazione organica dei rifiuti solidi urbani?

Cosa è la digestione anaerobica?

Il Mater-Bi® procura allergie?

Il Mater-Bi® ha una scadenza?

Cosa succede in caso di ingerimento accidentale di Mater-Bi® da parte di animali?


Cos’è il Mater-Bi®?


Il Mater-Bi® è una famiglia di materiali plastici sviluppati, brevettati e prodotti da Novamont, contenenti risorse rinnovabili di origine agricola. Sono biodegradabili e compostabili e garantiscono resistenza e tenuta in modo del tutto simile alle plastiche tradizionali. Con i materiali biodegradabili Mater-Bi® si producono sacchetti per la spesa, sacchi per la raccolta differenziata dell’organico, teli per la pacciamatura, imballaggi alimentari, prodotti per il catering, prodotti per l’igiene, ecc.


Cosa significa compostabile?


Il termine compostabile, riferito ad un materiale plastico o ad un imballaggio, significa riciclabile mediante compostaggio. La compostabilità degli imballaggi e delle materie plastiche è definita rispettivamente da due standard europei, l’EN 13432 e l’EN 14995. Secondo questi standard, un materiale compostabile è: (i) biodegradabile in compostaggio, (ii) si disintegra completamente in un ciclo di trattamento, (iii)non ha effetti tossici e non rilascia metalli pesanti nel compost prodotto alla fine del processo, (iv)non ha effetti negativi sul processo di compostaggio.


Cosa significa compostaggio?


E’ un processo accelerato di trattamento biologico dei rifiuti organici (rifiuti di cucina, avanzi di cibo, erba, ecc.) che avviene negli impianti di compostaggio, dove i processi naturali di biodegradazione sono ottimizzati con il raggiungimento di alte temperature.
Esistono differenti tecnologie di compostaggio, ma il principio fondamentale è lo stesso. I rifiuti organici vengono accumulati negli impianti dove i microrganismi, presenti naturalmente nei rifiuti, biodegradano in presenza di aria le sostanze organiche, producendo anidride carbonica, acqua, compost e calore. Il calore prodotto non si disperde facilmente e causa un incremento di temperatura che accelera la reazione di degradazione. Alla fine del processo il rifiuto residuo si è trasformato in compost.
Esistono anche piccoli impianti di compostaggio usati per trattare l’erba falciata e i residui di potatura. Si tratta di compostatori posti nei giardini. In questo caso si parla di “compostaggio domestico” caratterizzato da tempi di degradazione più lunghi per una minore efficienza del sistema rispetto al compostaggio industriale.


Cos’è la biodegradabilità?


La biodegradabilità è la caratteristica delle sostanze e dei materiali naturali di essere assimilati dai microrganismi e di essere così immessi nei cicli naturali.


In quali condizioni ambientali si degrada il Mater-Bi®?


La biodegradazione è il principale processo attraverso il quale avviene la decomposizione finale del Mater-Bi®. La biodegradazione si innesca in ambienti umidi, fertili e attivi, come ad esempio il compost, il suolo e i sedimenti e la sua velocità è condizionata dalla temperatura, dal pH, dalla presenza di acqua disponibile.
La biodegradazione del Mater-Bi® non necessita di un’esposizione ai raggi solari o al calore. Ossia la fotodegradazione, la degradazione termica e l’idrolisi possono agire in modo sinergico con la biodegradazione ma non sono fattori indispensabili.


Quanto tempo occorre al Mater-Bi® per iniziare a degradarsi se viene gettato nell’ambiente e abbandonato?


Occorre premettere che l'abbandono dei rifiuti nell’ambiente, inclusi quelli biodegradabili, è una pratica non condivisibile e da biasimare. Tutti i rifiuti, sia quelli di plastica che quelli di carta nonché i rifiuti alimentari deturpano il paesaggio in modo inaccettabile. Anche una buccia di banana, sebbene naturale e biodegradabile, non deve essere, ovviamente, gettata sul ciglio della strada.
Cosa succede dunque ad un prodotto in Mater-Bi® se viene inavvertitamente abbandonato nell’ambiente? La biodegradabilità può essere un fattore che contribuisce a limitare i danni, favorendo la decomposizione naturale? La risposta è sì perché, a parità di condizioni, un prodotto in Mater-Bi® è tendenzialmente destinato ad essere biodegradato. Questa degradazione sarà ovviamente condizionata dalle condizioni climatiche ed ambientali locali (temperatura, umidità) sperimentate dal rifiuto. Ad esempio, un sacchetto che finisce in un terreno umido avrà tempi di degradazione più veloci rispetto ad uno che capita su un piano asfaltato. A differenza di quanto avviene negli appositi impianti di compostaggio, che applicano condizioni di lavorazione controllate, nell'ambiente tali condizioni non possono essere gestite: la biodegradazione pertanto avverrà in tempi non prevedibili. La biodegradabilità però assicura che, nel momento in cui si istaurano condizioni opportune, il prodotto è destinato a degradare riducendo le conseguenze negative dell’abbandono incontrollato in tempi comunque più veloci rispetto agli analoghi prodotti non biodegradabili.


Il Mater-Bi® è biodegradabile in mare?


La maggior parte dei prodotti in Mater-Bi® non è solubile in acqua. Pertanto la degradazione non può essere istantanea e dipende dalle condizioni ambientali (temperatura dell’acqua, moto ondoso, presenza di sedimenti, ecc.).
Come in caso di abbandono in ambiente terrestre, anche nel mare la biodegradabilità inerente del Mater-Bi®, a parità di condizioni, assicura tempi di decomposizione più brevi, rispetto ad un analogo prodotto non-biodegradabile. Sono in corso studi di degradazione in mare che hanno lo scopo di chiarire il comportamento del Mater-Bi® sia in acqua libera (dominio pelagico) che nei sedimenti (dominio bentonico).


Cosa è il compostaggio domestico (home composting)?


La compostabilità domestica si differenzia dalla compostabilità industriale per tre principali ragioni: 1) le temperature raggiunte dalle compostiere domestiche sono solitamente basse e condizionate dalla temperatura ambientale (in genere poco superiori alla temperatura esterna) mentre nel compostaggio industriale le temperature raggiungono i 50°C - con picchi di 60-70°C - per alcuni mesi, indipendentemente dalla stagione; 2) l’ alimentazione del compostatore domestico è generalmente discontinua ed irregolare mentre gli impianti di compostaggio sono alimentati in modo continuo e regolare; 3) le compostiere domestiche non sono gestite da esperti e le condizioni possono non essere sempre ottimali mentre gli impianti di compostaggio industriale sono gestiti da personale qualificato e mantenuti in condizioni ottimali di lavorazione.
Il compostaggio domestico è pertanto meno intenso del compostaggio industriale ed i tempi di degradazione sono lunghi, specie durante la stagione fredda.
Alcuni gradi di Mater-Bi® sono certificati “home compostable” in quanto biodegradano a temperatura ambiente nelle condizioni tipiche una compostiera domestica.


E’ etico usare l’amido per produrre il Mater-Bi®?


L’amido è una risorsa disponibile per l’uomo come il legno, il carbone o il petrolio. L’amido e il legno sono rinnovabili, cioè possono essere reintegrati in un ciclo colturale sfruttando l’energia solare. Il carbone ed il petrolio sono limitati in quanto sono il risultato di un processo geologico avvenuto una sola volta. L’amido (disponibile ad esempio nei cereali come mais, grano, ecc.) può essere utilizzato come nutrimento, al contrario del legno, del carbone e del petrolio. Tuttavia, queste risorse non sono diverse da un punto di vista delle loro potenzialità perché rappresentano comunque una fonte di energia/materia prima e possono essere rivolte pertanto ai medesimi obiettivi finali: infatti, il petrolio può essere sfruttato per la produzione di fertilizzanti e di carburante per i trattori, necessari per la produzione di cibo. Di conseguenza, il petrolio indirettamente può dare origine al cibo, ma anche le risorse rinnovabili quali l’amido possono essere trasformate in etanolo o biogas, i quali possono essere utilizzati come carburanti, per esempio. Dunque l’eticità o meno dell’utilizzo di una certa risorsa, in questo caso l’amido, non va cercata nella natura del suo impiego (cibo, energia, ecc.), quanto nella modalità di approvvigionamento e sfruttamento (quantitativi, aree geografiche, metodi di estrazione/coltivazione ecc.).


Le coltivazioni di mais per il Mater-Bi® utilizzano fertilizzanti chimici o compost naturale prodotto dai compostatori?


Il mais utilizzato nel Mater-Bi® proviene principalmente dalle produzioni di mais dell’Italia del Nord-Est secondo le comuni moderne tecnologie agricole che includono la rotazione delle colture, fertilizzanti e irrigazione. La Novamont è però coinvolta in progetti atti ad istaurare nuove forme di agricoltura, per scopi non alimentari, più sostenibile e basata anche sull’utilizzo di compost.


Quali sono i vantaggi del sacco per asporto merci in Mater-Bi®?


Dopo aver portato la spesa fino a casa, il sacchetto fatto in Mater-Bi® assume una nuova funzione: diventa un sacco multiscopo per la raccolta differenziata dei rifiuti domestici. Infatti, si può usare sia per raccogliere il rifiuto "umido" che per raccogliere il rifiuto indifferenziato. Il sacchetto in Mater-Bi è infatti completamente biodegradabile e compostabile e agevola la raccolta e il riciclaggio del rifiuto “umido” in compost, diminuendo la possibilità di contaminazione con la plastica tradizionale. Il sacchetto in Mater-Bi® è adatto anche alla raccolta del rifiuto non riciclabile, detto "indifferenziato" che viene incenerito con recupero di energia oppure finisce in discarica. Il sacchetto in Mater-Bi® soddisfa le norme europee per il recupero energetico e non è attivo in discarica, ossia non contribuisce alla formazione di biogas.
I sacchi biodegradabili e compostabili in Mater-Bi® hanno profili ambientali favorevoli grazie all’uso di risorse rinnovabili.


Il Mater-Bi® può essere riciclato con plastiche non biodegradabili?


Le “plastiche” non sono una categoria omogenea. Esistono molti tipi differenti di “plastica” (cioè PVC, PS, PC, PP, ecc.).. La maggior parte delle plastiche possono essere riciclate in modo soddisfacente, a condizione però che il rifiuto da riciclare sia omogeneo. Ossia, per esempio, per riciclare bottiglie di PET in modo efficiente occorre avere un flusso di bottiglie omogeneo, senza contaminazioni dovute ad altri tipi di plastiche di natura differente.
E’ quindi principio generale che per avere un buon riciclaggio è importante partire, mediante la raccolta differenziata o mediante sistemi di separazione automatici, da un flusso iniziale omogeneo.
Anche il Mater-Bi® deve essere riciclato in modo separato. In particolare la forma di riciclo che si applica alle plastiche biodegradabili è il riciclo organico, ossia il compostaggio e la digestione anaerobica. Le plastiche biodegradabili devono essere raccolte insieme ai rifiuti organici della cucina e del giardino ma senza contaminazioni dovute alle altre plastiche tradizionali e infine recuperate attraverso il riciclo organico. Infatti, le plastiche tradizionali non compostabili interagiscono negativamente col riciclo organico.
Detto questo, cosa succede se il Mater-Bi® viene messo insieme ai rifiuti plastici? E’ stato dimostrato che il Mater-Bi® non danneggia il processo di riciclaggio del polietilene se presente in quantità limitate ( massimo 10% nel LDPE e massimo 5% nel HDPE.


Cosa significa ‘risorsa o materiale di origine rinnovabile’ invece che ‘fossile’?


Le risorse fossili sono limitate, ossia sono destinate ad esaurimento. Sono il carbone, il petrolio, l’uranio. Non si possono riformare in tempi brevi perché derivano da processi di natura geologica. Di contro una risorsa rinnovabile non è destinata all’esaurimento perché può riformarsi con una velocità confrontabile con quella del suo sfruttamento.
La maggior parte dei polimeri e delle plastiche industriali sono attualmente prodotte a partire da risorse fossili che non sono rinnovabili.


Qual è il bilancio energetico del Mater-Bi®?


La produzione di materie plastiche biodegradabili che contengono fonti rinnovabile ha, come ogni attività antropica, un costo energetico. La Novamont sottopone tutti i suoi prodotti Mater-Bi® a rigorosi studi di impatto ambientale che comprendono studi di biodegradazione, di innocuità ambientale e di Analisi del Ciclo di vita (LCA). Gli studi di LCA “cradle to gate” indicano che la produzione del Mater-Bi® comporta un costo energetico inferiore a quello necessario per produrre le plastiche tradizionali, compreso il polietilene.


Imballaggi per alimenti, fatti con Mater-Bi® possono sviluppare muffe durante l'impiego?


Il contenuto, ossia il cibo imballato, è “più biodegradabile” di un film plastico biodegradabile. Pertanto, in ogni data condizione ambientale, si altera molto più velocemente il cibo che non l’imballaggio. Ogni specifica applicazione può essere studiata mediante valutazioni di shelf-life che permettono di comprendere il comportamento e la compatibilità del materiale con un certo alimento, nei tempi di stoccaggio commercialmente previsti.


Il Mater-Bi® è conforme al food contact?


La maggior parte dei materiali Mater-Bi® è conforme alla normativa italiana ed europea relativa ai materiali ed oggetti destinati al contatto con alimenti. L'idoneità organolettica e quella tecnica dei manufatti (migrazione e shelf life) destinati al contatto con alimenti sono un altro aspetto trattato dalla medesima normativa che l'utilizzatore del Mater-Bi® deve valutare prima di rendere commercialmente disponibile una specifica applicazione di imballaggio alimentare.


Che tipo di terreni vengono usati per la produzione delle componenti naturali del Mater-Bi®?


Le coltivazioni industriali di mais (dedicate alla produzione del Mater-Bi®) avvengono secondo le modalità agricole tradizionali. Altre componenti sono ottenute da fonti vegetali di origine internazionale che comunque non comportano un cambiamento di utilizzo del suolo (è escluso cioè il Land Use Change, che avviene ad esempio quando del terreno nella foresta amazzonica viene convertito da uso forestale a uso seminativo).


Qual è la percentuale di rinnovabile contenuta nei gradi di Mater-Bi®?


A seconda dei gradi, il contenuto di rinnovabile in peso del Mater-Bi® varia dal 30% al 90% in funzione dei costituenti. A tal proposito si segnala che la capacità di biodegradare non è direttamente correlata con il contenuto di rinnovabile. Infatti, indipendentemente dal contenuto di rinnovabile, i Mater-Bi® sono tutti completamente biodegradabili e idonei al compostaggio perché fatti con costituenti biodegradabili.


Nella produzione del Mater-Bi® vengono usati amido o altri ingredienti da Organismi Geneticamente Modificati (OGM)?


L’uso di materie prime derivate da Organismi Geneticamente Modificati (OGM) viene percepito da alcuni consumatori come un rischio potenziale. Questo atteggiamento di cautela si indirizza in modo particolare verso gli alimenti a base di OGM. Tuttavia, anche per le plastiche biodegradabili, può nascere nei consumatori qualche riserva o preoccupazione derivante dall’utilizzo di materie prime naturali derivate da OGM. L’opposizione all’uso di OGM nasce dalla percezione del rischio biologico creato dalla realizzazione di nuove combinazioni genomiche interspecifiche i cui effetti nella catena alimentare e nell’ambiente non possono essere totalmente previsti allo stato attuale delle conoscenze. D’altra parte, l’impoverimento della biodiversità e il danno economico posto alle colture locali e tradizionali, sono elementi di preoccupazione da un punto di vista sociale ed economico. La politica di NOVAMONT è di approvvigionarsi ed utilizzare esclusivamente materie prime naturali (quali ad esempio l’amido) non OGM. Per pervenire a questo obiettivo, si fa ricorso alla tracciabilità delle materie prime naturali, ossia ad una procedura di controllo della qualità applicata in collaborazione coi fornitori. Prove di laboratorio vengono inoltre effettuate da istituti terzi per escludere rischi biologici legati all’utilizzo di additivi presenti in alcuni gradi Mater-Bi® e derivati da fonti multiple (fossili o rinnovabili). I risultati ottenuti hanno mostrato che i materiali commerciali Mater-Bi® non sono contaminati con DNA modificato. Su richiesta del cliente, NOVAMONT può fornire il rapporto di analisi del grado di Mater-Bi® di interesse, che esclude il rischio biologico. Inoltre NOVAMONT, allo scopo di ottimizzare l’impatto ambientale, sta costruendo la propria filiera produttiva che inizia dall’agricoltore e finisce coi polimeri biodegradabili (il progetto Bioraffineria). In questo caso, ovviamente, il controllo della catena di approvvigionamento si estende alle colture, facilitando ancor di più la tracciabilità delle materie prime.


Al momento, dove sono coltivati il mais e gli altri componenti vegetali utilizzati nella produzione del Mater-Bi®?


La fonte principale dell'amido impiegato per la produzione del Mater-Bi® è mais coltivato in Italia. Il Mater-Bi® contiene altre componenti ottenute da fonti vegetali di origine internazionale. Primario obiettivo di Novamont è aumentare la quantità di materie prime rinnovabili ottenute da coltivazioni italiane.


Quanta parte della coltivazione italiana complessiva di mais è usata da Novamont?


Per ottenere la quantità totale di amido di mais usata da Novamont nel 2009, è stato necessario coltivare circa 627 ettari. Secondo i dati della FAO, il suolo italiano coltivato a mais è stato nel 2008 di 1.053.396 ettari, il che significa che il suolo dedicato alle esigenze produttive di Novamont è circa lo 0.06% del suolo italiano totale dedicato alla produzione di mais.


Cosa è il compost?


Il compost è un terriccio simile all'humus, la parte fertile del terreno, ricco di sostanze organiche e adatto ad essere usato in agricoltura come ammendante. Migliora la costituzione fisico-meccanica dei suoli e la fertilità grazie all’apporto di sostanza organica. Si ottiene a partire da scarti vegetali e dalla frazione organica dei rifiuti urbani mediante processi di compostaggio su larga scala (compostaggio industriale) o in piccole compostiere domestiche, generalmente usate per trattare gli scarti dei giardini. Il compost ottenuto dagli impianti industriali è un prodotto commercializzabile ed in quanto tale deve rispondere a specifici criteri di qualità chimico fisica e microbiologico-sanitaria fissati dalla legge.


Quale è lo scopo dell’UNI EN 13432?


Definire i requisiti tecnici degli imballaggi i cui rifiuti possono essere recuperati mediante recupero organico.


Quali sono i criteri di valutazione presenti nella UNI EN 13432?


Le caratteristiche che devono essere valutate mediante prove di laboratorio sono le seguenti:

  • Assenza di sostanze tossiche. Il materiale di imballaggio deve essere pressoché privo di metalli pesanti ed altri elementi indicati nella norma.

  • Biodegradabilità, ossia la tendenza del materiale di imballaggio ad essere convertito in anidride carbonica grazie ai microrganismi, in modo analogo a quanto accade ai rifiuti naturali.

  • Disintegrabilità, cioè la frammentazione e perdita di visibilità nel compost finale (assenza di contaminazione visiva).

  • Assenza di effetti negativi nel compost finale. Il materiale da imballaggio non deve contaminare il compost finale con sostanze ad azione eco-tossica e non deve diminuirne la qualità.

Ciascuno di questi punti è necessario per la definizione della compostabilità ma, da solo, non è sufficiente. Ad esempio, un materiale biodegradabile non è necessariamente compostabile perché deve anche disintegrarsi durante un ciclo di compostaggio. D’altra parte, un materiale che si frantuma durante un ciclo di compostaggio in pezzi microscopici che non sono però poi totalmente biodegradabili non è compostabile.


Esiste una correlazione tra il contenuto di rinnovabile e la biodegradabilità di un materiale?


No. I concetti di rinnovabilità e biodegradabilità sono diversi e non sempre correlabili fra loro. La rinnovabilità, infatti, riguarda l’origine del materiale, mentre la biodegradabilità riguarda il fine vita, ed in particolare il riciclaggio organico. Come descritto nel Rapporto Tecnico della Comitato Europeo di Normalizzazione CEN /TR 15932 (“Plastics – Recommendation for terminology and characterisation of bioplastics”) tutte le combinazioni delle due caratteristiche sono possibili:



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OrigineBiodegradabilitàEsempio
Rinnovabile BiodegradabilePoliidrossialcanoati (PHA o PHB e similari)
Non-rinnovabile BiodegradabilePolicaprolattone
Rinnovabile Non-biodegradabilePolietilene da canna da zucchero
Non-rinnovabile Non-biodegradabilePolietereterchetone per applicazioni biomediche


Il contenuto di materiale rinnovabile del Mater-Bi® varia dal 30 al 90% a seconda delle applicazioni. Tutti i materiali sono però totalmente biodegradabili e compostabili.


Quanto tempo occorre al Mater-Bi® per iniziare la degradazione in condizioni di compostaggio?


La disintegrazione del Mater-Bi® in condizioni di compostaggio inizia dopo alcuni giorni e si completa entro la fine del ciclo, quando il compost è maturo e pronto per la vendita.


Il Mater-Bi® si degrada in discarica?


Le condizioni che si trovano nelle discariche (discariche non attive, sigillate) non permettono generalmente un innesco del processo di biodegradazione del Mater-Bi®. Di conseguenza, il Mater-Bi® non partecipa in modo significativo alla formazione del biogas nella discarica. Ciò è dimostrato da uno studio condotto da Organic Waste Systems.


Il Mater-Bi® in magazzino viene attaccato da insetti o altri animali?


A livello industriale, il Mater-Bi® può essere attaccato da insetti o animali (quali i roditori) similmente ai materiali plastici convenzionali. Pertanto si suggerisce di adottare le tipiche precauzioni previste per lo stoccaggio delle materie plastiche, (utilizzo di imballaggi ermeticamente chiusi, periodiche disinfestazioni e derattizzazioni dell'area di stoccaggio).
A casa, i prodotti in Mater-Bi® lasciati in dispensa possono essere trattati come tutti gli altri prodotti di consumo senza ulteriori cautele, eccetto quella di mantenerli in condizioni asciutte.


Cosa succede ai manufatti in Mater-Bi® negli impianti di digestione anaerobica?


I sacchi o gli imballaggi biodegradabili e compostabili che entrano in un impianto di digestione anaerobica possono subire due trattamenti diversi. A seconda del tipo di ‘pre-trattamento’ e della tecnologia di separazione adottata nell’impianto, i sacchi e gli imballaggi biodegradabili e compostabili possono subire due destini: - essere separati a monte e inviati direttamente al processo di compostaggio finale; - entrare direttamente nel digestore dove inizia la biodegradazione. Nel primo caso la biodegradazione avviene esclusivamente nella Fase II, ossia durante il compostaggio. Nel primo caso la biodegradazione avviene in parte durante la Fase I (anaerobica) e si conclude nella Fase II (compostaggio). In entrambi i casi, grazie all’uso di una plastica biodegradabile, si ottiene la produzione di compost di qualità.
I sacchi e gli imballaggi biodegradabili hanno un impatto positivo sulla digestione anaerobica dei rifiuti organici perché eliminano la necessità di recuperare e smaltire i sacchi non-biodegradabili e contribuiscono ad ottimizzare l’efficienza dell’impianto massimizzando la produzione di biogas e di compost di alta qualità.


Il Mater-Bi® contiene polietilene o altri polimeri tradizionali non biodegradabili?


No, il Mater-Bi® è prodotto utilizzando solo costituenti biodegradabili. Non contiene polimeri tradizionali non-biodegradabili.


Il Mater-Bi® contiene ftalati?


I composti della classe degli ftalati (tipici plastificanti usati nel PVC) non sono impiegati nella produzione del Mater-Bi®. Pertanto il Mater-Bi® è idoneo alla preparazione di manufatti conformi alla Direttiva 2005/84 CE (http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2005:344:0040:0043:EN:PDF) relativa alla limitazione degli ftalati nei giocattoli. Si ricorda a tal proposito che, a causa dell'esteso utilizzo di composti della classe degli ftalati, sono possibili contaminazioni del Mater-Bi® se posto a contatto con materiali (per esempio imballaggi) plastificati con tali sostanze. In conseguenza a ciò, se la destinazione d'uso del Mater-Bi® è la fabbricazione di giocattoli, si suggerisce di scegliere accuratamente i materiali di imballaggio dei manufatti e gli eventuali additivi coloranti.


Il Mater-Bi® contiene gomma di lattice naturale?


La gomma di lattice naturale non è impiegata nella produzione del Mater-Bi®.


Il Mater-Bi® contiene bisfenolo A?


Il Bisfenolo A non è utilizzato per la produzione del Mater-Bi®.


Il Mater-Bi® è conforme alle direttive sulle restrizioni di alcune sostanze impiegate nelle apparecchiature elettriche, elettroniche e nei veicoli?


Il piombo, il cromo, il mercurio e il cadmio non sono usati nella produzione del Mater-Bi® ed il loro contenuto finale nel Mater-Bi® (dovuto alla distribuzione naturale di tali elementi) è conforme ai limiti prescritti nella Direttiva “RoHS” 2002/95/CE (http://europa.eu/eur-lex/pri/en/oj/dat/2003/l_037/l_03720030213en00190023.pdf ). Inoltre, il Mater-Bi® è idoneo per la produzione di articoli finali conformi alla Direttiva 2000/53 (http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32000L0053:EN:HTML) sul fine vita dei veicoli.


Il Mater-Bi® è conforme alla direttiva 2003/11/CE sulla restrizione dei composti aromatici bromurati (octaBDE, pentaBDE)?


Ottabromodifeniletere e pentabromo difeniletere non sono impiegati nella produzione del Mater-Bi®.


Cosa è la frazione organica dei rifiuti solidi urbani?


E’ la frazione composta dai rifiuti biodegradabili quali gli scarti alimentari, gli scarti di cucina (bucce di carote, di patate, di frutta, verdura, pane raffermo, fondi di caffè, avanzi di cibo, ecc.), i rifiuti dei mercati ortofrutticoli, i rifiuti prodotti dai giardini privati e dai parchi pubblici (sfalcio erboso, fogliame, cc.). A causa dell’alto tenore di acqua intrinsecamente contenuto in questi rifiuti, si parla anche di frazione umida.


Cosa è la digestione anaerobica?


Detta anche biogasificazione o biometanizzazione.
La Digestione Anaerobica è un processo biologico di trattamento accelerato dei rifiuti solidi organici (rifiuti di cucina, avanzi di cibo, erba, ecc.) che avviene in appositi impianti di trattamento dove i processi naturali di biodegradazione sono ottimizzati. Esistono differenti tecnologie di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, ma il principio fondamentale è lo stesso. I rifiuti vengono in una prima fase immessi in dei reattori in assenza di ossigeno (da cui il termine anaerobico) dove una popolazione microbica specializzata biodegrada le sostanze organiche, producendo biogas (miscela di metano e anidride carbonica), e digestato, ossia un residuo organico liquido. In una seconda fase, il digestato viene stabilizzato mediante un processo di compostaggio. Alla fine del processo il rifiuto inziale si è trasformato in biogas e compost. Il primo viene trasformato in energia elettrica in appositi generatori, il secondo viene usato per scopi agricoli. Non esistono impianti di Digestione Anaerobica su piccola scala.


Il Mater-Bi® procura allergie?


Le materie prime con cui è fatto il Mater-Bi® non sono classificate come allergeni. Alcuni prodotti in Mater-Bi® sono stati provati in vivo (su alcuni volontari) mostrando di essere ipoallergenici.


Il Mater-Bi® ha una scadenza?


I prodotti in Mater-Bi® non hanno una scadenza perché non sono deperibili come un alimento. Tuttavia come le plastiche convenzionali il Mater-Bi® invecchia, cioè presenta un progressivo decadimento delle caratteristiche fisico-meccaniche. Pertanto si consiglia di utilizzare i prodotti in Mater-Bi® entro un anno dal momento dell’acquisto.


Cosa succede in caso di ingerimento accidentale di Mater-Bi® da parte di animali?


Il Mater-Bi® non è tossico. Prove di simulazione di digestione sono state eseguite in laboratorio su film in Mater-Bi® in confronto con film tradizionali di polietilene, per verificare l’effetto della digestione animale. Il Mater-Bi® è risultato essere più suscettibile alla degradazione in condizioni che simulano l’apparato digerente degli animali di analoghi film in polietilene. L’ingestione di un film, le cui proprietà meccaniche si riducono nell’intestino, può essere meno dannoso per, ad esempio, una tartaruga marina rispetto all’ingerimento di un film non biodegradabile. Di conseguenza la probabilità di ostruzione intestinale a seguito dell‘ingestione di Mater-Bi® è minore rispetto alle plastiche tradizionali. Prove fatte con animali di grossa taglia (suini, mucche, topi), con Mater-Bi® hanno confermato l’assenza di problematiche di questa natura.
Dato che comunque il Mater-Bi® non si scioglie a contatto con la saliva, occorre prendere precauzioni per evitare che grosse porzioni di manufatti o film possano essere ingerite dagli animali domestici, in modo analogo a quanto fatto con le altre plastiche.




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