Novamont , in quanto incubatore di nuovi progetti, è in grado di estendere ed approfondire le proprie competenze ampliando la gamma di tecnologie proprietarie e i confini delle applicazioni. Grazie a questa caratteristica è stata in grado di dotarsi delle tecnologie necessarie per l’integrazione a monte che sono alla base della Bioraffineria. Il concetto di bioraffineria integrata nel territorio che Novamont sta realizzando con determinazione è un elemento rilevante del suo modo di intendere l’ innovazione e può rappresentare anche un esempio di nuovo modello di impresa. Un progetto che leghi l'azienda al territorio e crei le basi forti per proiettarla sugli scenari internazionali.
Considerando il tipo e la qualità del territorio italiano, se si vogliono utilizzare le materie prime rinnovabili locali occorre ripensare l'agricoltura (ormai uno dei settori che dissipa più energia) con un approccio conservativo, il che significa puntare su colture specializzate per le tecnologie specifiche che stiamo sviluppando. Nel caso della bioraffineria Novamont significa lavorare su diverse colture oleaginose, specializzandole decidendo come e dove coltivare, che tipo di sistema agronomico utilizzare, quali rotazioni, la quantità di acqua e di azoto, la logistica, le modalità di crushing L’approccio sistemico ci sta poi portando ad analizzare le opportunità offerte dalla produzione di energia dagli scarti ed a coinvolgere gli agricoltori direttamente nella filiera industriale, facendoli diventare essi stessi parte integrante dell'innovazione. Ne è un esempio la collaborazione con Coldiretti da cui è nata una società paritetica al 50% con una cooperativa di 600 imprenditori agricoli locali.